OSSIGENO-OZONOTERAPIA

Cos’è l’ozono e come funziona l’Ossigeno-Ozonoterapia?

L’ozono è la forma triatomica dell’ossigeno. In natura si forma sia per irradiazione ultravioletta sia mediante scariche elettriche atmosferiche.

Come potente disinfettante viene utilizzato nella potabilizzazione delle acque, nella disinfezione delle piscine, senza alcun effetto inquinante. Anche nel settore veterinario, nell’agricoltura e nell’industria ha numerose applicazioni.

In campo medicale è prodotto estemporaneamente al momento dell’uso da appositi macchinari.

Essendo un gas molto instabile e reattivo va usato immediatamente dopo il prelievo. Per l’organismo umano è tossico solo se respirato al di sopra di determinate concentrazioni.

L’Ossigeno-Ozonoterapia consiste nell’uso di una miscela di ossigeno e ozono per scopi terapeutici.

EFFETTI BENEFICI DELL’OSSIGENO-OZONOTERAPIA 

– OSSIGENAZIONE: apporto di ossigeno ai tessuti, riattivazione del microcircolo ed ossigenazione periferica;
– ANTIOSSIDAZIONE: riattivazione dei sistemi difensivi enzimatici antiossidanti dell’organismo;
– DISINFEZIONE: azione debellante verso batteri, virus, funghi, parassiti.

PROPRIETA’ TERAPEUTICHE:

– azione antinfiammatoria e antalgica;
– attivazione dei processi riparativi e rigenerativi;
– fluidificazione del sangue;
– immunostimolazione;
– immunomodulazione;
– riduzione della insulinoresistenza;
– stimolo de processi di detossificazione.

Esistono varie modalità di somministrazione a seconda della patologia da trattare, ma sostanzialmente distinguiamo:

* O2 – O3 TERAPIA LOCALE
* O2 – O3 TERAPIA SISTEMICA (OOS – Ossigeno-Ozonoterapia Sistemica e POOS – Piccola Ossigeno-Ozonoterapia Sistemica)

TERAPIA LOCALE

– Infiltrazioni

L’Ossigeno-Ozonoterapia viene utilizzata per infiltrazioni intramuscolari e paravertebrali, intrarticolari, sottocutanee e topiche. Tra le altre numerose problematiche, cura condropatie al ginocchio, protrusioni, ernie discali, strappi e distrazioni muscolari, lombalgie, sciatalgie, cervicalgie, lesioni tendinee, tendenti, perigastriti, epicondiliti, traumi sportivi.

Si effettua anche sulle lesioni trofiche della pelle, quali piaghe da decubito, gangrene diabetiche.

Ha inoltre una dimostrata azione lipolitica, pertanto aiuta nel trattamento della lipodistrofia localizzata, volgarmente conosciuta come cellulitenonché rigenerativa nel trattamento di cicatrici e cheloidi, psoriasi, acne.

CICATRICI e CHELOIDI

L’Ossigeno-Ozonoterapia è efficace a livello locale anche nel trattamento di cicatrici e cheloidi: associata a SAT Terapia, può migliorare notevolmente il trofismo tissutale e la discromia cutanea. Ecco un caso esemplare di profonda cicatrice ed i risultati ottenuti dal dott. Giovannini in sole sette sedute.

Trattamento di sindrome aderenziale cicatrice post-chirurgica protesi d’anca: infiltrazione con ozonoterapia a cadenza settimanale.

Si noti il progressivo miglioramento nelle immagini che ritraggono la cicatrice a distanza di tre/quattro settimane l’una dall’altra.

CELLULITE

Ottimi risultati si possono ottenere nella cura della lipodistrofia localizzata, sia a livello medico  estetico che terapeutico, in casi di cellulite grave associata ad altre patologie.

Il trattamento di Ossigeno-Ozonoterapia va effettuato con cadenza costante ed associato ad uno stile di vita ed abitudini alimentari corrette.

Si osservi come il trattamento permetta un sollevamento e “scollamento” del tessuto, con azione lipolitica e, secondariamente, rigenerativa (neoangiogenesi).

TELEANGECTASIE

La teleangectasia è la dilatazione di piccoli vasi sanguigni, generalmente superficiali. Si presentano come arborescenze sinuose di colore rosso vivo, rosso-bluastro, rosso-violaceo e appaiono visibili anche oltre l’epidermide. L’iniezione di ozono al suo interno permette uno schiarimento immediato. Il trattamento resiste circa sei mesi, prima che una la stessa o una nuova teleangectasia si palesi di nuovo.

TRATTAMENTO MIOSITE OSSIFICANTE

Vediamo come l’Ossigeno-Ozonoterapia può sortire effetti sorprendenti. 

Presentato dal dott. Giovannini al IV Congresso Nazionale Simcri, il caso di guarigione clinica di una grave miosite ossificante.

F.Z., calciatore dilettante, 19 anni.

Carriera calcistica apparentemente finita in seguito ad un infortunio di gioco occorsogli in data 23/04/2016; il ragazzo riporta un trauma contusivo al quadricipite femorale destro con imponente versamento ematico intramuscolare.

Nonostante un periodo di ghiaccio e riposo assoluto, non si osserva alcun miglioramento, anzi la circonferenza della coscia destra aumenta di ben 7 centimetri. Il calciatore si sottopone ad un massaggio destruente in sede di lesione, manovra responsabile dell’evoluzione della lesione muscolare da colliquativa ad organizzata, con successiva miosite ossificante.

Il paziente giunge all’osservazione del dott. Giovannini a circa un mese di distanza dall’infortunio, con deformità imponente della coscia destra, claudicante e con pressoché completa limitazione dei movimenti di flessione ed estensione della coscia.
Le prospettive mediche in seguito a radiografie ed ecografie sono per un intervento chirurgico con evidente compromissione della carriera calcistica dell’atleta.

In data 21/06/2016 il ragazzo inizia con il dott. Giovannini un ciclo di mesoterapia tradizionale in sede di lesione ed un ciclo di ossigeno-ozonoterapia locale, entrambi a cadenza settimanale (5 sedute per ciascun trattamento). Bendaggio elasto-compressivo dopo le prime due sedute, poi la semplice cosciera elastica.

Il 28/7/2016 iniziano per il calciatore un nuovo ciclo di mesoterapia chelante in sede di lesione ed un nuovo ciclo di ossigeno-ozonoterapia locale, entrambi a cadenza settimanale (8 sedute per ciascun trattamento).

Il 27/08/2016 la risonanza magnetica mostra una notevole riduzione della lesione, sia in spessore che in lunghezza, nonché in consistenza.

In data 20/09/2016, in seguito a radiografia al femore destro, il dott. Giovannini effettua sul calciatore un nuovo ciclo di mesoterapia tradizionale associata ad ossigeno-ozonoterapia locale nella stessa seduta, a cadenza settimanale, integrata da trattamento di frigoterapia pulsata drenante (6 sedute), cui segue, a partire da novembre 2016, un ultimo ciclo di 10 sedute di ossigeno-ozonoterapia locale a cadenza settimanale.

La risonanza magnetica effettuata in data 21/1/2017 mostra una completa guarigione con totale restitutio ad integrum.

Il calciatore ha ripreso a pieno ritmo l’attività calcistica.

TERAPIA SISTEMICA

– OOS – Ossigeno-Ozonoterapia Sistemica

Consiste nel prelievo di una certa quantità di sangue dal paziente, nella sua miscelazione in un tempo ben definito con una quantità adatta di O2 – O3 ad una precisa concentrazione e quindi nella reinfusione nello stesso paziente: non si tratta pertanto di una emotrasfusione, bensì di una emodiluizione a circuito chiuso con reinfusione.

– POOS – Piccola Ossigeno-Ozonoterapia Sistemica

La POOS si effettua attraverso un piccolo prelievo venoso (da 1 cc in su) che viene associato ad ozono, dinamizzato e iniettato per via intramuscolare ed intradermica nella stessa seduta.